Laura & Alessio

Castello di Calenzano
Villa Montefoiano, Firenze

Le immagini si susseguono, tornano e riscaldano il cuore.

Ci siamo visti “sposi” nella corte di casa, ci siamo sfiorati osservandoci, ci siamo meravigliati e poi abbracciati e baciati ancora una volta da fidanzati.

Appena siamo arrivati in vetta nella cittadina dove Alessio correva in bicicletta da bimbo.

Il tacchettio lungo i ciottoli del paese antico, ha illuminato i legami del tempo, poi Alessio mi ha indicato al lato della strada, prima dell’arco in pietra, una campana disegnata a gessetti.

L’ha fatta lui… al mattino, dopo aver lavato l’auto per le nozze.

Questo piccolo immenso gesto mi ha riempito il sorriso.

Vederlo saltellare dinanzi a me, poi mi ha solleticato la pianta dei piedi.
Il desiderio di seguirlo è stato incondizionato, ho alzato l’abito e tentato con i tacchi brillantinosi di salterellare.

Ho ricordato quando lo facevo sulle mattonelle rosse di casa da bambina: ecco come arrivare dinanzi al sindaco, con la gioia che percorre ogni tuo atomo!

Lasciarsi andare!

Un susseguirsi di doni, vedere tutti gli occhi curiosi, sentire battiti e respiri di tutti gli invitati, di chi era lì ad attenderci.

Giungere insieme all’Altana per poi tuffarci e avvolgerci in un fresco abbraccio familiare, accogliente, tra pizzi e fili d’erba, rasi e cravatte, cappelli e occhiali da sole, sotto un sole incalzante, è stata pura brezza di mare, come se arrivasse da lontano l’eco d’amore ereditato a sud e custodito a nord.

Ci hanno coccolati, sulla terrazza di Villa Montefiano, tutta la luce dei tramonti più belli delle ultime sere di giugno si è raccolta.

Il buffet rinfresca le guance con bollicine, le mandibole sono indaffarate negli assaggi di selezionate prelibatezze, tutto sale, leggero e invitante tra bocconcini di parmigiano e cannella fritti, salvia croccante, bicchieri che gingillano e congratulazioni fatte di baci.

Una torta di mirtilli e frutti di bosco creata, da chef pasticcieri, sul momento ha deliziato la serata prima dei cocktails fumanti di ghiaccio secco.

Calpesto l’abito ogni tanto, anche lo sposo e anche qualche invitato ma è così bello anche tutto stropicciato.

Allora corro alla terrazza, il cielo e le luci e le prime lacrime che mi son concesse, accanto a me c’è Agata, ha solo dieci anni e con la poesia nel cuore, mi guarda dolce, per smorzare l’emozione.

Le dico “non è bellissimo da qui?
Che panorama!” e lei mi stringe in vita e con la naturalezza dell’infanzia mi dice
“sei tu il panorama”.

Cosa resta da provare?

Come non meravigliarsi dunque nell’attesa di una sorpresa?

Pian piano le luci sfumano verso il buio del parcheggio.

Un ultimo saluto alla tappezzeria toscana e si torna a casa.

Siamo rientrati nella corte dove tutto è iniziato.

Ci siamo avvolti nelle nostre coperte di cotone.

A casa, noi due, insieme.

Momenti indimenticabili
che resteranno per sempre,
indelebili,
nella memoria.

Non ci sono parole per descrivere la felicità che deriva dal condividere momenti come questo con i parenti e gli amici più stretti…